
Mentre chi può già scende in piazza per contestare il ministro Mariastella Gelmini e il suo assurdo concetto di scuola (che secondo il grande Leonardo non ha alcuna minima pretesa pedagogica, ma risponde solo alla chiamata di Tremonti: "Di più Mariastella, tagliami di più"), vorrei sottolineare come, in fondo, anche la Gelmini aiuti le scuole private, ovvero la scuola cattolica.
Non in modo volgare come la Moratti, che addirittura voleva escudere la teoria dell'evoluzionismo fino alle superiori per poi fare un veloce dietro-front (meglio se parlo sottovoce, che già Chiara ne ha fin sopra i capelli), o in modo ruffiano come il rubicondo Fioroni (grazie a Franca per il link).
In qualche modo, Mariastella (o qualcun altro per lei, più probabilmente) fa di meglio. Non dà direttamente alla scuola privata: lo fa, togliendo alla scuola pubblica.
Mi spiego meglio: togliendo o limitando il tempo pieno nelle scuole pubbliche, molti genitori, entrambi lavoratori, e che non hanno l'aiuto dei nonni o di altri, saranno costretti a ripiegare verso quelle scuole che possono fornire il tempo pieno: le scuole private, appunto.
Che per il 98% sono gestite da organizzazioni cattoliche.
Complimenti Mariastella, lo stato del Vaticano ne aveva bisogno. E ringrazia.


Domani, sabato 27, tutti in piazza con la CGIL contro le scelte del governo. Qui, tutte le iniziative regione per regione.
E buon weekend a tutti.

La straordinaria foto è della mia amica Betbele


In tutte questo, Tony era sempre presente o c’entrava sempre, secondo Regina. Eppure su di lui non si è praticamente indagato. Micheal Nihoul, arrestato nell’ambito dell’inchiesta Dutroux, e accusato solamente di spaccio di stupefacenti, l’uomo che si permetteva di sfottere gli investigatori (e allo stesso tempo lanciava minacce neanche tanto velate dicendo, per esempio, “conosco un giudice che amava vestirsi da donna nelle orge che organizzavo…” – si veda la sua autobiografia) è stato rilasciato e già iniziava ad avere permessi nel 2005.
Io non sono una persona particolarmente sensibile, eppure, credetemi, ho fatto fin qui una fatica estrema a tradurre le parole di quel libro, inviato alle stampe per proteggere Regina quando è uscita dall’anonimato. «Silence on tue des enfants» è un libro che raccoglie la sua storia. In esso si trovano anche le strazianti pagine dei rivissuti scritte durante la terapia psicologica, mentre cercava di ricomporre un io frantumato dagli abusi. 
